Bentornati ad un nuovo entusiasmante appuntamento con lo spazio dedicato alle Associazioni, agli enti ed ai comitati che operano in Friuli Venezia Giulia. Oggi durante il programma Il Buongiorno si sente dalla Radio, abbiamo avuto ospite Pierpaolo Zeni, socio dellassociazione per i festeggiamenti di San Nicolò e dei Krampus di Tarvisio.

Ascolta l’intervista.

Di cosa si occupa l’associazione per i festeggiamenti di San Nicolò e Krampus di Tarvisio

L’associazione, come spiega il nome, si occupa di perpetrare la tradizione di San Nicolò che, il giorno 5 di dicembre, sarà accompagnato dai suoi Krampus facendo visita ai bambini. Non hanno un logo,che poi magari durante l’intervista spiegheranno il perchè.

La storia

Un Santo con una lunga barba bianca trasportato su di un calesse per le vie del Paese da fauni ululanti. Il fumo delle torce che irraggiano le tenebre di una luce sinistra, ragazzi e bambini che scappano urlando in preda al panico, il Caos che regna sovrano. 
Questo è lo scenario – nella sua  parte iniziale – della rumorosa e inquietante sfilata della tradizionale festa di San Nicolò e i Krampus, la cui origine si perde nella notte dei tempi oltre che nella profonda oscurità delle foreste.

Questa festa intrisa di elementi culturali deriva dalle credenze, dai miti e dalle tradizioni che si sono intrecciate nella vallata del Tarvisiano quale inevitabile risultato di una mescolanza di genti dei ceppi linguistici latino, germanico e slavo.

I Krampus escono all’imbrunire del 5 dicembre da un luogo misterioso, probabilmente dalla foresta come avveniva per l’antico Dio Fauno (la cui ricorrenza era, nell’antica Grecia, proprio il 5 decembribus/decembris).
Questo aspetto dell’attesa è molto importante in tutte le ricorrenze del solstizio d’inverno, ed ha a che vedere con le paure degli antichi per l’arrivo della stagione fredda, del buio e delle tenebre.

Da dove arriva la parola “Krampus”

Alcuni fanno derivare la parola Krampus dall’antico termine dell’area tedesca kramp (artiglio). Di artigli, infatti, i diavoli della Val Canale sono ben forniti, così come di musi mostruosi sormontati da alte corna, rosse, bianche o di colore naturale e ricoperti  da pelli e pellicce, ruvide e ispide.

Queste paurose figure altro non sono che residui di antiche cerimonie durante le quali le comunità di agricoltori e allevatori di montagna materializzavano gli spiriti e i demoni silvestri iniziando i giovani al mondo adulto, e traendo auspici sulla fertilità della stagione e dei suoi cicli naturali.

All’interno di questi arcaici riti – legati tendenzialmente al culto della terra e dei boschi e celebrati in prossimità del solstizio invernale – appare, quando si assottiglia la luce, anche San Nicolò per iniziare la lunga opera di elargizione di doni nell’arco di tutta la notte e che i bambini troveranno il giorno dopo, dedicato alla Festa del Santo.

Raccontaci la tua realtà

Se fai parte di un’associazione, ente o comitato e avete sede in Friuli Venezia Giulia potrete prendere parte allo spazio dedicato a voi su Radio Tausia. Contattaci a info@radiotausia.it oppure chiama lo 0433 320 350.