9 Catine e Mezzo è molto più di un semplice evento: è un incontro tra storie, lingue e risate. Durante il Morning Show di Radio Tausia, Chicco ha avuto il piacere di intervistare Caterina Tomasulo, in arte Catine. Lei ha raccontato il suo percorso e presentato lo spettacolo “9 Catine e Mezzo”, in programma Sabato 21 Marzo al Teatro Candoni di Tolmezzo.
Un racconto autentico, capace di unire emozione e ironia. Il Nuovo spettacolo di Catine a Tolmezzo è un evento da non perdere!
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Chi è Catine: una storia tra Basilicata e Friuli
Caterina Tomasulo, conosciuta dal pubblico come Catine, è una figura unica nel panorama del cabaret locale. Nata in Basilicata nel 1967, oggi vive e lavora in Friuli-Venezia Giulia, dove è diventata una presenza amatissima.
La sua storia è quasi cinematografica. Doveva partire per la Svizzera per lavorare come cameriera, ma il destino ha deciso diversamente, portandola in Friuli. Una deviazione che lei stessa definisce “provvidenziale”, con una punta di ironia: a portarla lì, dice, è stato “l’intervento di ottimo vino friulano”.
Ed è proprio in Friuli che inizia il suo vero percorso. Prima nel mondo della ristorazione, poi lentamente sul palco. Un passaggio non programmato, ma nato quasi per caso, come spesso accade nelle storie più belle.
Nuovo spettacolo di Catine a Tolmezzo: 9 Catine e Mezzo
Il cuore di tutto è lo spettacolo “9 Catine e Mezzo”, che andrà in scena sabato 21 marzo alle 20:45 al Teatro Candoni di Tolmezzo.
Non si tratta di uno spettacolo completamente nuovo, ma di un lavoro speciale, portato in scena poche volte, che racconta le origini dei suoi personaggi e il suo ritorno al teatro dopo trent’anni.
È uno spettacolo personale, quasi autobiografico, in cui Catine ripercorre il momento in cui ha riscoperto il palco. Tutto parte da un monologo assegnato in una compagnia teatrale locale, un piccolo passo che si è trasformato in una grande passione.
Dalle “vedrane” al successo
Uno degli elementi più iconici del mondo di Catine sono le sue “vedrane”, personaggi nati dall’osservazione della realtà quotidiana.
Durante l’intervista su Radio Tausia, Catine ha raccontato come proprio questi personaggi siano stati fondamentali durante il periodo del lockdown. Lo spettacolo doveva andare in scena nel 2020, ma la pandemia ha bloccato tutto.
In quel momento difficile, invece di fermarsi, Catine ha deciso di dare voce alle sue “vedrane”, pubblicando brevi video online. Ogni giorno, pochi minuti di ironia e leggerezza che hanno tenuto compagnia a tantissime persone.
Da lì è nato un vero e proprio circolo virtuoso: il pubblico aspettava quei contenuti, e lei continuava a crearne di nuovi. Un modo semplice ma potentissimo per restare connessi, anche a distanza.
Nel corso della chiacchierata con Chicco, è emersa tutta la spontaneità di Catine. Il suo racconto è stato diretto, sincero e pieno di energia.
Ha spiegato come il suo ingresso nel mondo del teatro sia avvenuto quasi per caso, grazie all’insistenza di una compagnia teatrale che le ha proposto un monologo da preparare autonomamente. Da lì, passo dopo passo, è nata una carriera.
Un altro momento importante è stato il successo arrivato grazie a un video sulla lingua friulana. Un contenuto semplice, nato per osservare con ironia alcune particolarità linguistiche, che però ha avuto una diffusione incredibile, arrivando in tutto il mondo grazie alla comunità Friulana.
Il valore della diversità
Se c’è un filo conduttore in tutto il lavoro di Catine, è il valore della diversità. Nei suoi spettacoli convivono lingue, culture e identità diverse, che diventano occasione di incontro e soprattutto di risata.
Il suo stile è lontano dalla comicità volgare. Punta invece sull’autoironia, su quelle piccole differenze che rendono ogni territorio unico.
E proprio da qui nasce uno dei suoi messaggi più forti: essere diversi non solo è normale, ma è anche bello e divertente. Non a caso, come sottolinea lei stessa, le parole “diversità” e “divertimento” condividono la stessa radice.
Un legame forte con la Carnia
Durante l’intervista è emerso anche il forte legame tra Catine e la Carnia. Nonostante le sue origini lucane, si sente profondamente vicina a questo territorio.
Si definisce infatti una “cjarniela dal Tac”, spiegando come il suo paese d’origine, in montagna, somigli molto ai paesi carnici. Questo senso di familiarità ha reso il suo inserimento ancora più naturale.
È proprio questo legame che rende lo spettacolo di Tolmezzo ancora più speciale, quasi un ritorno a casa.
Un appuntamento da non perdere
Lo spettacolo 9 Catine e Mezzo rappresenta un’occasione perfetta per vivere una serata diversa, fatta di risate autentiche e storie vere.
Tra personaggi, racconti e improvvisazione, il pubblico viene accompagnato in un viaggio che mescola passato e presente, nord e sud, tradizione e modernità.
L’appuntamento è per sabato 21 marzo alle 20:45 al Teatro Candoni di Tolmezzo.

