Tra memoria e mare: Stefano Cannistrà si racconta a Radio Tausia con il suo romanzo “Guardo il mare”

Buongiorno amiche e amici di Radio Tausia! Torna il nostro appuntamento del lunedì con la rubrica dedicata a chi dà voce alle emozioni e alle storie, realizzata in collaborazione con Atile Edizioni, all’interno del programma il Buongiorno si sente dalla Radio. Oggi ai nostri microfoni abbiamo avuto il piacere di ospitare Stefano Cannistrà, autore del romanzo Guardo il mare, un’opera profonda che esplora il legame tra memoria, amore e redenzione.

Ascolta l’intervista.

Stefano Cannistrà: dalla carriera pubblica alla passione per la scrittura

Stefano Cannistrà è nato a Roma e vive a Perugia con la famiglia. Laureato in giurisprudenza, è stato un dirigente pubblico. Ora in pensione, si dedica da anni alla scrittura. Ha pubblicato due romanzi pluripremiati in concorsi nazionali e internazionali: La Panchina (2017) e Le cpse che perdi (2023).
 
Gli rimase il suono del mare, lo stormire del vento leggero tra le foglie degli alberi, e il profumo fresco e pungente della sua pelle, appena sfiorata“. 

“Guardo il mare”: il tempo, l’amore e la ricerca del perdono

Un improvviso impulso spinge Alberto, ormai anziano, a partire. A cercare Arianna. A guardare negli occhi il passato, dopo quarant’anni di silenzi.
Quel viaggio, apparentemente semplice, si trasforma in un cammino interiore: tra ricordi, rimpianti e desiderio di perdono, un uomo si confronta con le proprie colpe e con il tempo che non restituisce ciò che ha portato via.
Il mare diventa specchio e confine, voce e abisso. Ogni onda svela un frammento di ciò che è stato, fino a quel momento sospeso in un limbo di emozioni non dette.
Con una scrittura elegante e intensa, Stefano Cannistrà ci accompagna dentro una storia di amori perduti e rinascite, di incontri che cambiano il destino e di un perdono che diventa l’unica vera forma di salvezza.